Nomine Agcom

Gli effetti della rete cominciano a vedersi anche sulla questione delle nomine del prossimo consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Diversi e validi candidati si stanno proponendo e questo, a prescindere dal risultato finale, ha già posto al Parlamento il problema della trasparenza e della qualità delle nomine (cfr. ultima iniziativa di 60 parlamentari di segnalare al Presidente della Camera il tema). Ora si discute come assicurare questa trasparenza. Alcuni dicono che in assenza di una norma che fissi uno specifico procedimento non sarebbero possibili passaggi preliminari al voto dell’aula. Personalmente sono convinto che invece questo si possa fare. Intanto la legge che regola il voto non dice nulla e quindi non lo esclude. Anche sul piano dei regolamenti parlamentari non penso ci siano ostacoli. Cosa fare dunque per dare un esito concreto a questo ampio movimento di opinione? Convocare le commissioni parlamentari competenti in pubblica seduta e discutere anche sentendo i soggetti interessati. Poi il voto in aula. Intanto un risultato è stato già raggiunto: si parla meno di televisione e più di internet a proposito delle future incombenze che dovrà affrontare l’Autorità.

Una bella settimana

E’ stata una settimana “storica” per la rete: lunedì otto maggio il Parlamento olandese ha approvato, primo nella EU, una normativa che tutela i cittadini rispetto al loro diritto ad avere una rete neutrale; mercoledì 10 maggio la Corte di Cassazione italiana ha affermato che i blog, anche quelli giornalistici, non rientrano nei prodotti editoriali della legge sull’editoria e non devono essere registrati come la stampa. In particolare:

- la legge olandese prevede, oltre la garanzia della neutralità, misure preventive per tutelare la privacy degli utenti contro intercettazioni e disconnessione, imponendo agli Internet Service Provider di non interrompere l’accesso a meno che non ci sia la prova che ciò avvenga per un rilevante interesse pubblico;

- la Cassazione mette fine a cinque anni di polemiche sulla natura giuridica dei blog , ritenuti in alcune sentenze, tra cui quella del tribunale di Modica, testate giornalise. I blog anche giornalistici non devono essere registrati e non sono stampa clandestina.
 

La deriva populista

Nel 1992 con tangentopoli ci fu una grave crisi di legittimazione della politica. Quelle circostanze aprirono la stagione della seconda Repubblica ma non si tradussero in una diffusa tensione sociale. Oggi alla crisi della politica si aggiunge la congiuntura economica. Morale: antipolitica + mancanza di soldi = deriva populista. Vince dunque chi da’ voce a questa condizione. Certo sarebbe sbagliato liquidare le nuove aggregazioni politiche esclusivamente come prodotto del populismo. In esse non mancano genuine istanze riformatrici e una tendenza giusta ad una maggiore moralità nella vita pubblica. Tuttavia non c’é dubbio che si alimentano di un certo clima e soprattutto si caratterizzano, come tutti i movimenti populistici, per la presenza di leader carismatici. Cosa diversa sono invece le esperienze scandinave o tedesche dei piratenpartei. In questo caso si tratta di movimenti nati dal basso senza capi indiscussi e soprattutto portatori di un’istanza di democrazia diretta, relizzata anche attraverso l’uso della rete e finalizzata a rilegittimare l’impegno politico. Capitolo ulteriore è quello relativo alle forze politiche tradizionali. Parlano, parlano, si commentano l’una con l’altra e alla fine, soprattutto quando le vedi in TV, sembrano lontane mille miglia dal sentire comune. Intendiamoci, archiviare l’esperienza della seconda Repubblica non può che essere un fatto positivo, in particolare, con riferimento all’esperienza di quelle formazioni che sono nate come partiti personali. Preoccupante è invece la crisi di quei soggetti politici fondati su una salda tradizione politica e democratica. Questi ultimi o si svegliano, cogliendo l’urgenza di una loro riforma, o finiranno anch’essi travolti dalla balcanizzazione incipiente della nostra vita istituzionale. Ed allora, per prima cosa dovrebbero riconquistare reputazione, mostrandosi moralmente rigorosi innanzitutto verso se stessi. Poi dovrebbero dare spazio ad un ampio ricambio delle classi dirigenti ed infine dovrebbero contrastare le spinte populiste non con snobbismo elitario ma stando tra il popolo come baluardo di giustizia sociale.

I temi della rete

Nei prossimi mesi si proporranno importanti temi che riguarderanno il futuro della rete. Alcuni di questi sono emersi e sono stati oggetto di discussione. Altri ancora non sono stati esaminati. In questa prima occasione cercheró di elencare quelli più importanti. Torneró poi ad esaminarli uno per uno. Per comodità potrebbero essere menzionati distinguendo quelli relativi alla cosiddetta infrastruttura fisica da quelli relativi ai contenuti. In realtà questa differenza non è più corretta tenuto conto dello sviuppo della convergenza. La distinzione é infatti nata in un ambiente in cui era chiaro il confine tecnologico tra reti e servizi. Oggi sappiamo che esiste una continuità inscindibile nel processo di convergenza tra ciò che è fisico e ciò che è virtuale o meglio tra quello che noi riteniamo di catalogare nei concetti di fisico e virtuale. Nel successivo elenco non adotteró dunque la tradizionale distinzione ma indicherò dieci temi enucleati dall’uso che facciamo di internet:

1. caratteristica dei device e delle reti;
2. modalità di accesso e remunerazione;
3. velocità di banda e tempo di latenza;
4. identificazione e sicurezza;
5. service provider;
6. neutralità;
7. fruizione dei servizi e dei contenuti;
8. sistemi di pagamento;
9. privacy;
10. regole di sistema e libertà.
 
Si tratta ovviamente di un elenco che ha valore soggettivo e tuttavia su questa base intendo sviluppare nei prossimi giorni una serie di considerazioni.

Google sotto la lente antitrust

L’Antitrust Argentina e quella della Corea del Sud stanno investigando sul comportamento di Google e sulla sua posizione dominante come motore di ricerca e nel mercato pubblicitario. Uno degli aspetti in esame é anche quello relativo alla circostanza che alcuni websites compaiono sempre al top delle ricerche. Google è sotto pressione anche da parte di altri organismi antitrust come la Federal Trade  Commission americana e la Commissione Europea. Libertà della rete non significa dunque costituire una zona franca in cui regole di competizione e trasparenza non valgono. Anzi più si ha a cuore il tema delle garanzie per internet tanto più deve essere alta l’attenzione verso il comportamento di chi ha costruito anche grazie queste garanzie un vero e proprio impero globale.

 

 

Bavaglio ai blog

Ci risiamo, vogliono imbavagliare i blog. Ma con tutti i problemi della giustizia e delle carceri possibile che debbano interessarsi di quello che si può dire attraverso l’uso della rete? Ma tanta sensibilità del governo tecnico a chi giova? Con il timore o peggio con regole restrittive certo non si va lontano, ed é inutile criticare l’antipolitica se non si comincia a cambiare mentalità e comprendere la vitalità democratica del web per lo più espressa proprio attraverso i blog. É ora di ritrovare una reputazione delle pubbliche istituzioni ma non estendendo la tutela sulla diffamazione nei confronti di chi esprime critiche in rete. Lotta alla corruzione, al familismo e soprattutto un comportamento personale rigoroso queste sono cose importanti, per esse invece ci vorrebbero delle regole.