Internet senza limiti? Jamais plus

Ennesimo attacco alla neutralità della rete o per meglio dire alla“neutralité du net”?
La Fédération française des Télécoms (FFT)che raduna gli operatori di telecomunicazione SFR, Orange e Bouygues (quindi tre dei cinque principali operatori francesi )sarebbe favorevole alla creazione di un “débit IP maximum”e “un plafond de consommation”così afferma Owni che ha ottenuto un documento di lavoro della FFT.
In pratica si vogliono applicare limiti di consumo alla banda larga fissa come già accade su quella mobile.
Una delle ragioni che ha portato all’apertura del dibattito da parte della FFT è sicuramente la saturazione delle rete fissa che richiede, come la mobile, una gestione del traffico. Da qui la possibilità di offrire un abbonamento limitato e adeguato a soddisfare i bisogni specifici dell’utente.
Il porta voce d’Orange Jean-Marie Culpin afferma: “non c’è ragione di pagare 2Gb se avete bisogno solo di 200 Mb.”
Yves le Moal, presidente FFT dice a sua volta: “non si tratta di rimettere in discussione Internet senza limiti. Ma eventualmente di far pagare in maniera appropriata i clienti che utilizzano la banda molto di più della maggior parte degli altri clienti”.
Potrebbe quindi essere prevista come extrema ratio anche un blocco della connessione. Un indicatore infatti permetterebbe agli utenti di gestire il loro consumo mensile per evitare overflow rischiando così o la riduzione della velocità o il taglio della connessione da parte dell’operatore.
Al centro della discussione anche la “VoIP” la “P2P” e il “Newsgroup” che potrebbero essere esclusi da alcuni abbonamenti.
L’UFC-Que choisir giudica l’iniziativa inaccettabile.
Messo alle strette Jean-Marie Culpin replica: “sì ci sono alcuni pacchetti su cui potevamo mettere delle soglie se queste concernevano l’1%di utenti che praticano download tutto il giorno. Diversamente si avrebbe un impatto dannoso per i clienti”
Tuttavia Yves le Moal cerca di tranquillizzare gli animi affermando che tale misura non sarà applicata se non tra diversi anni.
Se da un lato quindi il dibattito francese richiama all’eterno conflitto di interessi tra gli operatori e le società della rete(You Tube/Google/Facebook in testa )dove i primi si lamentano di investire e accusano gli over the top di trarne i frutti, dall’altro il richiamo al principio della neutralità della rete (che ricordiamo in molti paesi è costituzionalmente garantito) risulta incontestabile.
Per principio di neutralità della rete,lo ribadisco anche se non è necessario, si intende in poche parole, la garanzia per una accesso libero e incondizionato alle informazioni presenti sulla rete. Se gli operatori differenzieranno i clienti in base al loro consumo, se proporranno per le fasce di clienti economicamente più deboli pacchetti base con accesso limitato solo ad alcuni servizi ,tale principio non potrà che venir meno. E questo solo e unicamente per una questione di soldi. Gli utenti meno facoltosi accetteranno obbligatoriamente le proposte presentate dagli operatori e per paura di superare il limite imposto, si affideranno alle poche fonti a cui avranno accesso.
E la ricchezza e la diversità di informazioni,dati e notizie che hanno reso internet quello che in tanti oggi cercano di demonizzare? Non è una politica questa che tenta di farci tornare sui nostri passi quando la comunicazione veniva regolata/monopolizzata dagli editori?Internet senza limiti non è uno(se non il solo)dei pochi mezzi con cui la nuova generazione può trovare uno spazio libero ed indipendente in cui comunicare, promuovere un’idea un progetto a costi ridotti?siamo proprio sicuri di voler rinunciare a questa opportunità?

4 thoughts on “Internet senza limiti? Jamais plus

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  3. Effettivamente e’ alquanto patetico.
    E’ come se la UPS a cui io pago la spedizione chiedesse soldi anche al commerciante perche’ questo sta “sfruttando” UPS per guadagnare.

  4. Particolarmente perche’ tutte le facezie sui “bandwidth hogs” ignorano semplici fatti: un gigabyte scaricato di notte costa una frazione di uno scaricato alle 7 di sera, e il surfer ordinario che si guarda solo un filmatino di Youtube alle 7 da la stessa identica noia dello “scarricone” di turno, quando c’e’ congestione. E comunque stiamo parlando di centesimi di euro a GB (providers pagano in base alla link capacity e non al traffico cumulativo, quindi fandonie su possibili “scarsita’” dei gigabyte sono e rimangono fandonie). Tutto quello che serve e’ ragionevole network management che bilanci il traffico alle ore di punta, le data caps sono barbarie da anni 90 (si ricorda della TUT?) per ingigantire i profitti di major telco che hanno gia’ profitti giganti. Il resto e’ tutta aria fritta, come quel report convenzionato da Deutsche Telekom, France Telecom, Telefonica e Telecom Italia sul nuovo modello di business per Internet.

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