U-turn della Gran Bretagna

“Prevista una sostanziale revisione del famigerato Digital Economy Act (DEA). Il blocco dei siti potrebbe finire nel dimenticatoio. E si potranno effettuare copie di CD/DVD per uso strettamente personale.” Ne dà notizia Mauro Vecchio  su Punto Informatico il 3 agosto .

In effetti oggi creare una copia perfetta di un file audio-video è non solo possibile ma anche facilmente attuabile grazie alla tecnologia digitale disponibile ai più. Questa facilità se da un lato garantisce accessibilità e fruibilità dall’altro ha sottratto senza dubbio una parte delle entrate agli aventi diritto. La UE da più di 50 anni sta cercando di dirimere la questione ricercando una soluzione equa  in grado di conciliare gli interessi in conflitto. Questa situazione in particolare è stata affrontata dall’Osservatorio europeo dell’Audiovisivo, organo del Consiglio d’Europa. Davanti all’impossibilità di vietare la copia privata, i legislatori europei hanno compreso molto presto che “il miglior modo di compensare gli aventi diritto è di autorizzare la copia privata attraverso un eccezione al diritto esclusivo di riproduzione, accoppiando però questa eccezione all’obbligo di indennizzare gli aventi diritto”.

 


La Direttiva 2001/29/CE regolamenta l’eccezione della copia privata (il diritto di un individuo di fare a casa propria delle copie per uso privato) e le imposte correlate.
In pratica è quindi consentito di realizzare delle copie private in tutti i Paesi della Ue, eccetto nel Regno Unito e in Irlanda.
Il Regno Unito era infatti una delle poche nazioni europee a non aver messo a punto alcun intervento legislativo sul cosiddetto shifting, il trasferimento – ad uso personale – di un contenuto audiovisivo da un supporto all’altro. Prima di prendere la decisione, il Primo Ministro David Cameron si è consultato con Ian Hargreaves, professor of digital economy presso la Cardiff School of Journalism, il quale ha ribadito come una legge vecchia 300 anni non fa altro che ostacolare l’innovazione e la crescita. Un passaggio fondamentale per il copyright britannico in questo modo più vicino non solo alle esigenze degli utenti ma anche a quelle del mercato.
Oggi è stata annunciata in tal senso da il ministro britannico per il Commercio Vince Cable una repentina inversione di marcia sul Digital Economy Act (DEA), che annunciava misure restrittive sui siti che violavano il copyright .I vertici di Ofcom avrebbero infatti trovato impraticabili le specifiche misure ipotizzate per il blocco degli spazi votati alla diffusione di link o contenuti illeciti.
“Altre strade legali debbono essere trovate per tutelare online i diritti di proprietà intellettuale”-annuncia il ministro Cable- “Grandi cambiamenti” sarebbero dunque in arrivo.
“Legalizzare la copia privata significherebbe mettersi al passo degli altri paesi europei, oltre che considerare le normali attività di milioni di utenti in terra britannica”.
Cable ha però precisato: nessuna diffusione online delle copie private verrà autorizzata.

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