Una forte polemica è scoppiata nei giorni scorsi a seguito della decisione presa dalla SIAE di imporre il versamento del diritto d’autore per la pubblicazione dei trailer sui siti Internet, o meglio per le musiche in essi contenuti. La responsabilità sussisterebbe per ogni comunicazione di opere musicali ad esempio Upload o link embed da Youtube. L’obbligo secondo la SIAE sarebbe però rivolto solo a siti a carattere commerciale. L’accordo siglato da ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive) e AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo)
prevede la sottoscrizione di una licenza per lo streaming, a partire da 450 euro al trimestre, che permetterebbe la trasmissione fino ad un massimo di 30 trailer con musiche protette dal diritto d’autore. La rimozione non sarà sufficiente per non incorrere nella violazione. Chi ha già pubblicato non potrà sottrarsi dall’obbligo che risulta avere quindi effetto reatroattivo (la richiesta della licenza doveva essere presentata in maniera preventiva alla pubblicazione). Questa impostazione è il frutto di una interpretazione estensiva della disciplina del diritto d’autore. In particolare in base al dettato degli art. 46bis e 18bis della Legge n. 633/1941 viene richiesta non solo l’autorizzazione del produttore cinematografico o audiovisivo, ma anche la corresponsione di un equo compenso a favore degli autori di opere cinematografiche ed assimilate da negoziare con la SIAE. Regole estese quindi anche alle licenze per l’uso della colonna sonora contenute nei trailer.
Il problema che si pone è nella diversa interpretazione che si vuole dare al concetto di trailer. Mentre per la Siae i trailer sono da considerare a tutti gli effetti come prodotti audiovisivi, oggetto quindi di proprietà intellettuale, per i contestatori del provvedimento non sono altro che una forma di pubblicità idonea a promuovere un film in uscita. Maggiore risulta essere la diffusione e la pubblicazione maggiore dovrebbe essere il ritorno al botteghino. E’ vero che la Rete ha consentito almeno finora la distribuzione gratuita dei trailer (portando senza dubbio un ritorno in termini di attrattiva ai magazine e blog cinematografici) ma ciò ha costituito oltre che un veicolo pubblicitario non indifferente a beneficio di attori, registi e produttori e come già detto della stessa SIAE un incentivo all’uso legale. La scelta della SIAE è stata accolta con polemiche ma anche con ironia. Un gruppo Facebook con 6000 contatti si è creato con questa affermazione:“Non fischio sotto la doccia e non canto per strada per paura della SIAE”.Quanto è successo ancora una volta pone il problema di una profonda revisione della vecchia legge sul copyright, inadeguata e poco rispondente alle esigenze e le peculiarità dell’era digitale.
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Sento raschiare…raschiare in fondo al barile…
E’ come quando il comune inizia a sparare multe a destra e a manca per mancanza di fondi…qui oramai si cercano soldi ovunque…pure le briciole.
Ed e’ assai sintomatico per il paese dal quale per andarsene bisogna addirittura pagare una tassa, 40 euro di marca da bollo per il passaporto.