A maggio di quest’anno la Cassazione assolveva “perché il fatto non sussiste” Carlo Ruta e il suo “accadde in Sicilia” condannato dal tribunale di Modica, due anni prima, per il reato di stampa clandestina (reato che non veniva comminato a qualcuno in Italia da circa…trent’anni!). Pochi giorni fa, nelle motivazioni della Cassazione si definisce il blog “Accadde in Sicilia” un “giornale telematico di informazione civile” aggiungendo che esso “non rispecchia le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa come definito dall’art. 1 L. 47/1948 (Legge sulla stampa, ndr)”, in quanto per esserlo dovrebbero sussistere i seguenti requisiti: “un’attività di riproduzione tipografica; la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività”. Carlo Ruta portando la questione in Cassazione ne ha voluto fare una questione di principio e di interesse generale, la sentenza farà giurisprudenza e ci mette forse al riparo. Resta comunque il tema di ripensare leggi vecchie e inadatte alle trasformazioni avvenute, soprattutto nel campo dell’editoria (la legge sulla stampa del 1948 è stata modificata nel 2001 solo per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria). Vale la pena di commentare notizie come questa per le implicazioni democratiche contenute che ancora una volta confermano come la rete, nonostante tutto, continui a portare la bandiera della libertà di espressione! Rimanendo in argomento, vi segnalo l’interessante video: “Internet e il giornalismo on line in Italia” del progetto 4gatti che richiama l’ attenzione, appunto, ai nuovi sviluppi del giornalismo online.
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